I casi tramite bisnonni sono ancora possibili, ma oggi richiedono una verifica giuridica molto più rigorosa. La riforma del 2025 introdotta con il decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, poi convertito nella legge 23 maggio 2025, n. 74, ha inserito il nuovo art. 3-bis della legge 91/1992 e ha cambiato il modo in cui vengono valutate molte domande di persone nate all'estero e titolari anche di un'altra cittadinanza.
Il principio chiave oggi: la catena di cittadinanza resta decisiva, ma le vecchie formule sulla trasmissione senza limiti tramite antenati remoti non bastano più da sole. In molti casi bisogna anche verificare se la domanda rientra in una delle eccezioni oggi messe al centro dall'art. 3-bis.
Perché i casi tramite bisnonni vanno rivalutati dopo il 2025
Per anni molti si sono affidati alla formula sintetica del “nessun limite generazionale”. Oggi quella formula non basta più. Per molte persone nate all'estero e titolari anche di un'altra cittadinanza, l'art. 3-bis impone di verificare se il caso rientra davvero nelle eccezioni previste dalla legge dopo la riforma 2025.
In pratica, una domanda tramite bisnonni o antenati ancora più remoti richiede più di un semplice albero genealogico. Bisogna testare la linea alla luce del quadro normativo attuale, compreso il possibile rilievo di un genitore o nonno con cittadinanza esclusivamente italiana o di altre eccezioni rilevanti.
Come funziona la catena di discendenza
La trasmissione deve proseguire senza interruzioni da una generazione all'altra. Ogni persona della linea deve risultare ancora cittadina italiana al momento della nascita del figlio successivo. La rottura della catena avviene di solito con la naturalizzazione in un altro paese, non con la morte.
Ogni passaggio della catena deve essere documentato. In una linea di quattro generazioni questo significa raccogliere atti di nascita, matrimonio e soprattutto prove di naturalizzazione, o della sua assenza, per più persone della famiglia.
La regola di naturalizzazione: dove si rompe la catena
La cittadinanza italiana viene automaticamente persa quando una persona si naturalizza come cittadina di un altro paese. La domanda cruciale in ogni richiesta di jure sanguinis è: l'antenato italiano si è naturalizzato prima o dopo la nascita della generazione successiva?
- Se il tuo bisnonno è nato nel 1895, è emigrato negli USA nel 1910 e si è naturalizzato nel 1920, mentre tuo nonno è nato nel 1918, la catena resta intatta.
- Se tuo nonno è nato nel 1922, dopo la naturalizzazione del 1920, la catena è interrotta in quel collegamento.
- Se il tuo antenato non si è mai naturalizzato (è morto come cittadino italiano), la catena scorre automaticamente ad ogni generazione successiva.
Attenzione alle naturalizzazioni sconosciute: molti immigrati italiani si sono naturalizzati senza che la famiglia ne conservasse memoria. L'indice USCIS e gli archivi nazionali USA contengono spesso la prova decisiva. Verifica sempre questi registri prima di dare per valida la catena.
Documenti necessari per una catena di 4+ generazioni
Per ogni collegamento generazionale, in genere avrai bisogno di:
- Certificato di nascita (con traduzione ufficiale e apostille se non italiana)
- Certificato di matrimonio (se la cittadinanza passa attraverso matrimonio)
- Documenti di naturalizzazione che mostrano che l'antenato NON si è naturalizzato - o, se lo ha fatto, la data esatta
- Certificato di morte (se l'antenato è deceduto)
Per la parte italiana della catena, avrai bisogno anche dell'originale dell'atto di nascita del comune italiano, dell'iscrizione all'AIRE se l'antenato è registrato all'estero, e di eventuali documenti di emigrazione disponibili.
Trattare con documenti molto vecchi
Per gli antenati emigrati tra il 1870 e il 1890, i documenti anagrafici statunitensi possono essere scarsi o assenti. Molti stati non imponevano ancora una registrazione sistematica delle nascite. In questi casi:
- I registri battesimali della chiesa possono fungere da proxy per i certificati di nascita in molte giurisdizioni
- I manifesti passeggeri e gli archivi di Ellis Island aiutano a stabilire le date di arrivo
- I registri parrocchiali italiani (conservati negli archivi diocesani o digitalizzati tramite le risorse della Chiesa) spesso contengono informazioni sulla nascita precedenti alla registrazione civile
- Lo stato civile italiano è stato conservato dal 1866 nel nord Italia e dal 1870 nel sud
La regola del 1948 nei casi tramite bisnonni
Se la cittadinanza nella tua catena passa attraverso una donna e il figlio interessato è nato prima del 1 gennaio 1948, la procedura amministrativa standard non può riconoscere la domanda. È il classico caso della regola del 1948.
In questi casi, i richiedenti devono presentare un reclamo giudiziario presso il tribunale civile italiano per ottenere il riconoscimento formale della loro cittadinanza. Questo percorso richiede più tempo (in genere 2-4 anni) e richiede la rappresentanza legale italiana, ma è pienamente consolidato nella giurisprudenza e ha regolarmente successo.
Esempio: Se la tua bisnonna è nata in Italia, è emigrata e ha avuto tuo nonno nel 1915, la trasmissione passa attraverso una donna prima del 1948. In un caso del genere non basta la via amministrativa: serve un ricorso giudiziario. Per i dettagli, consulta la nostra guida alla regola del 1948.